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Ciao sono Tamara e sono entrata in qualcosa più grande di me.

Vi seguo sui social e ho letto il vostro invito a testimoniare la storia con i DNA. Ho scritto la mia, spero possa essere condivisa e possa aiutare qualcuno.
Vi ringrazio per tutto quello che fate.

La mia vita è cambiata radicalmente a partire dai miei 18 anni, quando l’anoressia nervosa è entrata a far parte della mia quotidianità. È iniziato tutto in maniera graduale: un alimento tolto, poi un altro, fino a eliminare sempre di più. Mi dedicavo incessantemente allo sport, camminavo e correvo senza sosta. Quando non lo facevo, mi sentivo terribilmente in colpa e mi punivo con condotte compensatorie. Il mio corpo si trasformava, e con esso anche la mia mente. Alla leggerezza del mio corpo, si accompagnava una pesantezza dell’anima e della mente. Ero entrata in un qualcosa più grande di me. Ho perso tanti chili, ma, insieme al peso, sentivo di perdere anche parti di me.

Durante l’ultimo anno di liceo, ho affrontato l’istruzione a casa, impossibilitata a vivere la vita scolastica come i miei coetanei. Successivamente, sono stata ricoverata in una comunità per DNA, un luogo che ha segnato un punto importante nel mio percorso. In quei momenti bui, sentivo di aver perso il controllo, la forza di reagire e di andare avanti.

Quando sono uscita dalla comunità, la vita non si è trasformata immediatamente. Ho vissuto alti e bassi, ma ho continuato il percorso da casa, cercando di ritrovare un equilibrio che sembrava impossibile.

Oggi ho ritrovato la fame di vita, e la mia paura più grande è ricadere in quel vortice che mi ha portato via parte della mia giovinezza, ma soprattutto spensieratezza. Ho preso in mano la mia esistenza, ho ricostruito ciò che pensavo fosse irrimediabilmente distrutto. Ora insegno e studio all’università, costruendo un futuro che pensavo perso. 

L’anoressia si è insinuata, pallida, tra le mie giornate isolandomi dal resto del mondo.

Mi sono consumata per ascoltare i suoi ordini e le sue intimidazioni.

Mi ha fatto costruire con le mie mani la mia prigione, fatta di schemi molto, troppo rigidi, di veri e propri automatismi, di privazioni.

Mi rendeva onnipotente.

Ad oggi so chi sono e cosa voglio dalla mia vita, riconosco il mio valore, e nei momenti bui cerco sempre di vedere la luce, il sole, il lato positivo. Mi ricordo di tutto quello che ho superato e della forza che ho avuto, e mi sento fiera di me.

Mi sento pronta a vivere questa vita.

Vuoi raccontarci anche tu la tua testimonianza?

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CIAO@PESOPOSITIVO.IT