Binge Eating Disorder e guarigione
di Nunzia Avato
Che cos’è il Binge Eating Disorder
Il Binge Eating Disorder è un disturbo alimentare introdotto nel DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) nel 2013.
Il termine binge eating significa letteralmente “abbuffata” e indica episodi ricorrenti di ingestione di cibo in un tempo relativamente breve, accompagnati dalla perdita di controllo sulla quantità di cibo ingerita.
Questo disturbo provoca un forte malessere, anche fisico, a chi ne soffre, poiché in un breve lasso di tempo può essere ingerita una quantità calorica di gran lunga superiore al fabbisogno giornaliero della persona. Inoltre, il binge eating disorder non è caratterizzato dalla presenza di comportamenti compensatori, come il vomito autoindotto, che invece possono manifestarsi ad esempio nella bulimia.
Oltre alla componente fisica, però, la ferita provocata dal binge eating è soprattutto emotiva. Chi soffre di questo disturbo tende a provare forti sensi di colpa dopo l’abbuffata, che innescano un circolo che riporta nuovamente al punto di partenza.
Il rapporto tra emozioni e cibo
La tendenza all’abbuffata compulsiva, nel binge eating, è molto spesso collegata al bisogno interiore di sentirsi in qualche modo consolati, e questa consolazione viene cercata nel cibo.
L’alimentazione compulsiva diventa così una vera e propria necessità per silenziare un’anima che fa troppo rumore e per provare un illusorio momento di sollievo. Illusorio proprio perché di illusione si tratta: abbuffarsi dà l’idea di riempire un vuoto che sembra impossibile da colmare, ma non è davvero così.
L’importanza di chiedere aiuto
Farsi aiutare quando si soffre di binge eating aiuta proprio a comprendere questo: quando il disturbo diventa una gabbia, è possibile uscirne e iniziare davvero a vivere.
La terapia aiuta a conoscersi e a capire che si può essere altro, e molto di più, rispetto al proprio disturbo alimentare e alle abbuffate quotidiane che riempiono le giornate e fanno immaginare che non ci sia altro.
Una vita oltre il disturbo
Si può infatti vivere di “abbuffate”, ma di altro tipo. Quando si guarisce si può comprendere che ci si può “abbuffare” di passioni, di pomeriggi con gli amici davanti a un caffè, di telefonate con persone che non si sentivano da un po’, perché il binge eating prosciugava il tempo e le energie.
Si può guarire e tornare a sorridere con gli occhi. La vita dopo è molto più bella non perché sarà sempre facile, ma perché sarà reale, con i suoi momenti sì e quelli no, con le felicità, le tristezze e tutte le sue emozioni.
Il percorso verso la guarigione
Uscirne non è semplice, anzi è complesso ed è faticoso, ma è la scelta migliore da fare per sé stessi e per chi ci vuole bene, e molto spesso lotta a fianco di chi ne soffre.
La guarigione la dobbiamo a noi stessi, e la dobbiamo anche a loro: a piccoli passi, con i nostri tempi e rispettandoci, ma ricordandoci che ce la meritiamo.
