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Sto iniziando a vedere la luce

Ho imparato ad ascoltarmi, a comprendermi. Ho accettato tutti i miei cambiamenti soprattutto a livello mentale in positivo e in negativo.

Sin da piccola sono sempre stata la classica bambina che voleva eccellere in ogni ambito e se non riuscivo a fare questo, mi autoconvincevo del fatto fossi una nullità. Da subito mi è sempre stata attribuita l’etichetta di “secchiona” e “perfettina”.
Proprio perché il perfezionismo è subito entrato nella mia quotidianità. Non so se sia stato solo questo o un insieme di relazioni tossiche che hanno contribuito al far sì che io mi ammalassi, ma in ogni caso, dopo la pandemia mi dissero che sembravo diversa dal punto di vista estetico e a questo non ci volevo credere.

Sono sempre sempre stata molto “credulona” ma riguardo il mio aspetto fisico non mi ero mai fatta problemi ma quel giorno feci la cosa più sbagliata del mondo. Fu la prima in cui feci body checking, il primo giorno in cui mi fece ossessionare da dei numeri insulsi. Ad oggi, posso dire che quel giorno 5 maggio 2020 sono successe e cambiate tantissime cose.
All’inizio non davo molto peso a quello che facevo e a tale punto, iniziai a fare iperattività e a diminuire le porzioni degli alimenti aumentando così la voglia di abbuffarmi. Solo molti giorni dopo il mio corpo inizió a risentire tutto ciò perché all’inizio la mia diagnosi principale era solo bulimia fino ad arrivare nel mio stadio di denutrizione completa per una anoressia nervosa.

Il giorno del mio diciottesimo compleanno fu il peggiore della mia vita perchè mi abbuffai in ogni occasione e da allora il mio peso caló drasticamente e di conseguenza anche le mie funzioni vitali e la mia psichiche.
In tutto ció, presi il COVID per ben tre volte a causa dell’abbassamento delle mie difese immunitarie data dalla forte malnutrizione. Una di queste volte, mi dovetti ricoverai perché il mio corpo smise di rispondere però mi dovettero dimettere perché quella determinata struttura non era adeguata alla mia situazione clinica che era molto grave.
In seguito, iniziai una percorso insieme alla la mia psicologa e il mio psichiatra per cercare una struttura che mi potesse ospitare.

A Maggio, mi ricoverai e il ricovero durò ben cinque mesi ma questi, sono stati interminabili.
In quel lasso di tempo, ho compreso realmente come funzionasse il mio corpo e soprattutto la mia mente però all’inizio non ero molto cosciente di tutte le cure e le terapie psicologiche e farmacologiche che poi, ho dovuto fare.
Ad oggi, posso affermare che è stata ancora più dura proprio per via del mio “perfezionismo” pregresso: un’ostentata ricerca di una perfezione malata che mi avrebbe portato alla morte. Solo quando vidi in struttura la mia dottoressa e le infermiere preoccupate per la mia vita, capii la reale gravità della mia situazione. Da quel momento tutto fu in salita e piano piano riuscii a prendere peso e stare meglio sia con me stessa ma anche con gli altri.

Durante il ricovero in struttura, ho incontrato delle persone che mi hanno cambiato completamente la vita e mi hanno fatto capire quanto sia importante viverla completamente senza dare nulla per scontato. Devo ringraziare soprattutto le mie compagne di stanza perchè mi sono state vicine più di tutti nei momenti bui.
Terminato il ricovero posso dire che la strada non è stata così semplice, pensavo che una volta a casa sarei tornata come prima. Capii che se io fossi tornata come prima della malattia mi sarei sicuramente ammalata di nuovo perché quella è stata la mia condizione di partenza, che mi aveva portato a tutto ciò.
Ho dovuto quindi accettare tutti i miei cambiamenti soprattutto a livello mentale in positivo e in negativo.
Ho imparato ad ascoltarmi, a comprendermi, sdogananando completamente il mio perfezionismo clinico.

Durante l’intero percorso, ammetto di aver avuto molti alti e bassi specialmente subito dopo il ricovero ma in ogni momento non ho mai dimenticato quella piccola bambina giocherellona e serena che sono sempre stata. Non sono una macchina, non posso essere programmata o riprogrammata ma sono sempre stata convinta che io potessi esserlo, tanto da sopprimere quasi completamente ogni mia emozione.

Non rinnego nulla di tutto il percorso fatto ma so per certo che se non fosse stato così, oggi non sarei qui a parlarne.

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