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Guarire è possibile.

Il percorso di guarigione prevede alti e bassi, ma guarire è possibile. Questa è la storia di Annachiara che è finalmente libera dall’anoressia. Grazie di cuore per aver condiviso la tua testimonianza con noi.

Ciao, sono Annachiara.

Da giugno di quest’anno sono stata, finalmente, dichiarata guarita dall’anoressia dopo due lunghissimi anni e mezzo di continue lotte con me stessa e quel mostro che non voleva lasciarmi, ma che forse anche io non ero veramente pronta a lasciar andare.

Sono stati i due, quasi tre, anni più lunghi della mia vita. Vivevo in costante balia del buio, delle paure, dei pensieri, dell’ansia, del controllo, calorie, passi, peso, numeri, cibo. Era un circolo vizioso senza fine, tanto che non riesco nemmeno a chiamarla vita, meglio sopravvivenza; perché alla fine è quello che ho fatto: sono sopravvissuta a tutto quel dolore, ho tirato avanti nonostante volessi mollare, nonostante la trovassi l’unica soluzione.

Mi sono sentita dire decine e decine di volte “hai bisogno di aiuto” ma quella voce nella testa non mi faceva sentire i consigli degli altri, avevano torto: io stavo bene così, meritavo tutto quello che mi stava accadendo. Poi per fortuna un giorno ho capito che non meritavo nulla di tutto ciò; non meritavo di digiunare, di vietarmi le uscite con le amiche, di passare le mie giornate nel letto priva di energie, di non riuscire più a studiare a causa della perdita di concentrazione, io non meritavo di perdere la mia vita. Io meritavo di viverla esattamente come chiunque altro, non avevo nulla di meno. Perciò mi sono fatta forza, ho pianto, ho sentito dolore, sono caduta e mi sono rialzata in un lungo percorso che mi ha portata a sentire queste parole “sei guarita, sei stata fortissima”.

Quel giorno ero incredula, non potevo credere che la mia vita fosse tornata tra le mie mani, sotto il mio controllo e non più sotto quello della malattia. Ma di fatto era così: io ero tornata a sorridere di cuore, ero tornata a mostrarmi senza maschere, ero tornata a tenere per mano la me bambina e farle vivere ogni avventura sempre con il sorriso sul volto e il coraggio nelle vene. Ero tornata a respirare l’aria di vita, a godermi i momenti con gli amici, ero tornata a vivere il cibo come un momento di condivisione, come un amico in più a tavola, non più come nemico.

Ed è esattamente così che ho capito di essere finalmente tornata a vivere. Si pùò guarire, lo assicuro, ed è l’unica cosa che può succedere se si lotta per sconfiggere la malattia. L’unica cosa che può esserci dopo tanta fatica e tanto dolore è la vita.

Anche se sembra impossibile non lo è. Sarà un percorso in salita, faticoso e doloroso, ma il traguardo finale sarà il regalo più bello che possiate farvi nella vostra vita: ritrovare voi stessi. Amatevi e fatelo per tutta la vita.

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