Ciao, sono Gaia e ho imparato ad accogliere e rispettare i miei momenti di fragilità
Abbiamo sicuramente i nostri alti e bassi, ma sai che c’è?
C’è che abbiamo imparato ad accoglierli e rispettarli. A osservarli e a trarre lezioni. E credo che questa sia la notizia più bella che io ti possa dare in questa lettera.
”Cara Gaia del passato, sono la te del futuro.
Come stai? So che gli ultimi mesi non sono stati semplici per te.
E so anche che ancora adesso l’ultima cosa che vorresti fare è aprire gli occhi per leggere questa lettera o alzarti dal tuo letto per uscire dalla tua stanza.
Ti rassereno subito, o almeno ci provo.
Sono qui con una missione, quella di darti speranza per affrontare questo momento di difficoltà.
Ma iniziamo da un paio di domande che ho per te.
Hai già iniziato ad andare dalla psicologa per sbrogliare i nodi che ti tengono legata contro la tua volontà?
Guarda, te lo anticipo, non sarà un percorso semplice. Inizialmente non vorrai neanche andarci, perché “dallo psicologo ci va chi sta male, e io sto bene in fondo. Non sono pazza.”.
Ti stupirai quando ti dico che ancora ad oggi sono in terapia, ma per migliorarmi come persona, evolvermi e continuare a crescere, non per fermare una valanga dal cadermi addosso e sotterrarmi completamente.
So che non mangi più carboidrati.
E quasi non mangi neanche la frutta, perché come hai imparato dai social “fa male, fa ingrassare e sono tutti zuccheri”.
E so anche che ti nutri, anzi ingerisci più che altro solo bresaola e petto di tacchino. Perché hanno pochi grassi. E poi… hanno le proteine.
Penso che ti stupirai se ti dico che adesso siamo vegane e che mangiamo tutti i macronutrienti. Già, non ci priviamo di niente, quello che ci va mangiamo. Certo, a volte hai le tue ricadute, nei momenti di stress generalmente. Ma hai imparato che sono totalmente normali e sai gestirle e riconoscerle grazie alla tua consapevolezza e alle persone che ti stanno attorno.
So persino che cammini per la stanza in cerchio per bruciare le calorie, ti alleni a mezzanotte nella tua stanza e ogni giorno fai cardio.
Sai che adesso invece fai Pilates appena ti svegli e stretching prima di andare a dormire? Sì ti alleni ancora, ma non lo fai per qualche motivo malsano, lo fai semplicemente per impostare le tue intenzioni per la giornata e per muovere il tuo corpo in un modo che ti faccia sentire bene.
So che la maestra di danza ci ha detto che se non riprendiamo peso e non riniziamo a mangiare non potremo più andare da lei. Ecco, io penso che questo scossone ci abbia aiutato molto. Ci ha dato la forza di andare avanti nel percorso di guarigione con un motivo in più. E forse abbiamo capito veramente che per noi la danza è importante. Menomale Gaia che non abbiamo smesso perché pensavamo fosse qualcosa da “ragazza del liceo” e non da “ragazza universitaria”.
Sai che adesso abbiamo energie da vendere e finalmente abbiamo un corpo che ci permette di stare in piedi e di non rischiare di fratturarti qualche osso alla prima caduta? E sai che continuiamo a fare progresso proprio perché nutriamo i nostri muscoli ogni giorno?
Che storia.
Se penso a te in questo momento mi fai tenerezza. Ricordo bene le litigate con mamma perché non mangiavamo, e le preoccupazioni di papà che ci pregava di iniziare a seguire il piano della nutrizionista altrimenti quell’estate non saremmo andati al mare insieme perché ci avrebbero portato in clinica.
Ma ricordo bene anche tutte le volte in cui mamma ci ha preparato la cena da portare via con amore anche quando uscivamo a mangiare con gli amici, per permetterci di stare tranquille e di non doverci spingere oltre ciò che ci sentivamo di fare. Per non parlare di papà che quando andava (e va, perché lo fa ancora) a fare la spesa sceglieva con cura esattamente i prodotti che volevamo, controllava i valori e che non avesse zucchero al suo interno. Che ridere, ci mandava tutte le foto su Whatsapp e pazientemente aspettava, perché preferiva perdere un po’ più del suo tempo per farmi stare più tranquilla e assicurarsi che mangiassimo.
Ti racconto ancora un po’ della Gaia del futuro.
Abbiamo quasi 20 anni, e mentre ti scrivo questa lettera siamo al secondo anno di università e lavoriamo. Sì, se te lo stessi chiedendo, studiamo Mediazione Linguistica, ma abbiamo scoperto di avere un’altra passione: la comunicazione. E li studiamo entrambi.
Lavoriamo, sì, ma non facciamo più ripetizioni. Facciamo un lavoro che ci piace, ci soddisfa, porta valore alle persone e rispecchia i miei di valori. Per essere la nostra prima esperienza lavorativa, chapeau.
Quindi: lavoriamo, studiamo… e ad amici come siamo messi?
Siamo tornate a uscire. Sai bene che per noi era molto difficile perché significava mangiare fuori o stare con altre persone, e conversare quando riesci solo a pensare a ciò che frulla nella tua testa non è semplice. Abbiamo amiche su cui possiamo contare e bei rapporti con tutti. Siamo serene.
Amiamo viaggiare e abbiamo una micia nuova, Kylie.
Ci piace persino cucinare. Una volta era difficile farlo, perché significava stare a contatto con il cibo. Adesso ci rilassa e ci diverte. Amiamo sperimentare con nuovi gusti e provare nuove ricette.
Abbiamo un bel rapporto con la nostra famiglia, proprio perché siamo riuscite ad abbassare le armi e capire che tanta della loro apprensione era perché erano preoccupati. Gaia, ricorda che stanno cercando di aiutarti armandosi di ciò che hanno.
Abbiamo sicuramente i nostri alti e bassi, ma sai che c’è?
C’è che abbiamo imparato ad accoglierli e rispettarli. A osservarli e a trarne lezioni. E credo che questa sia la notizia più bella che io ti possa dare in questa lettera.
“Siamo in un posto migliore”, questo è ciò che mi piace dire quando mi chiedono se stiamo meglio. Non diciamo mai di stare meglio perché infondo abbassare la guardia ci fa paura, ma in fondo sappiamo che la guarigione è più vicina che la malattia.
Ti saluto con questa speranza, quella di poter riguardare indietro a ciò che ci è successo solo per usarlo come spinta per non permettergli più di accadere e per essere fiera di te.
Ti stringo forte,
Gaia
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