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L’esperienza di Giacomo

di Camilla Franzolini

Con il tempo ho compreso quanto la mia presenza sia stata importante nel suo percorso di lotta contro il disturbo del comportamento alimentare.

L’inizio della relazione

Giacomo racconta la sua esperienza: quella di chi vive ogni giorno accanto a una persona che affronta un Disturbo della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA). La sua storia esplora le difficoltà, le scoperte e il significato profondo del sostegno in una relazione segnata da questa complessa realtà.

«All’inizio della nostra relazione, quando ho capito che la mia ragazza conviveva con un disturbo alimentare, è stato molto difficile. Ancora oggi, dopo sette anni insieme e quattro di convivenza, ci sono dinamiche che fatico a comprendere.

Devo ammettere che il primo impatto è stato doloroso: quando mi sono reso conto che il suo atteggiamento non era una semplice attenzione all’alimentazione, ma qualcosa di più profondo e lacerante, ho iniziato a sentirmi un peso. Credevo di esserne la causa. Lei aveva cominciato a erigere muri, ad isolarsi, e io mi colpevolizzavo.»

Guardandomi indietro

«Con il tempo, però, ho capito che quelle barriere non erano rivolte a me, ma facevano parte della sua lotta quotidiana. Stare accanto a chi soffre di un disturbo alimentare non è semplice: ci sono giorni di scoraggiamento e frustrazione, momenti in cui la pazienza viene messa a dura prova. Eppure, oggi sono consapevole di avere un ruolo fondamentale nel suo percorso di guarigione. Sono una spalla su cui può appoggiarsi, passo dopo passo, nel cammino verso la ripresa.

Guardandomi indietro oggi posso dire che chi soffre di un DNA, soprattutto all’inizio, tende a chiudersi e a non chiedere aiuto. Il mio consiglio, a chi si trova in una situazione simile, è di non smettere di parlare e soprattutto di ascoltare. È importante celebrare insieme i piccoli traguardi, ricordando che il percorso non sarà mai lineare: ci saranno ricadute e momenti difficili in cui il partner dovrà prendersi la responsabilità di reggere il peso della situazione.»

Un atto d’amore

«Quello che posso dire, però, è che ne vale la pena. Perché ogni gesto di sostegno, ogni passo condiviso, è un atto d’amore verso la persona che amiamo e verso la relazione stessa